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A Pasqua, tavole imbandite al Nord Italia

24 Marzo 2021

A Pasqua, girovaghiamo per l’Italia enogastronomica!

Da nord a sud, a imbandire le tavole pasquali, ci pensano non solo i tradizionali piatti classici a base di agnello e capretto e le immancabili uova ma troviamo anche un’incredibile varietà di preparazioni a base di ortaggi di stagione che ci regala la primavera.
“Pasqua con chi vuoi” suggerisce il proverbio, ma attorno alla tavola degli italiani siede la famiglia e regna la tradizione, grande patrimonio che distingue una regione dall’altra.
Vediamo insieme cosa colora le tavole del giorno di Pasqua e mettetevi alla prova: conoscete i piatti tipici regionali?

Seguiteci e faremo un bel giro d’Italia.
Oggi ci faremo incuriosire dalle tavole delle regioni settentrionali.

PARTIAMO DAL PIEMONTE
Ad aprire le danze il classico vitello tonnato, oppure direttamente dalla campagna torinese le uova su letto di tomini.
Insomma grassezza e untuosità che  in termini di abbinamento vogliono dire una cosa: via libera ad un vino rosso. Che non sia troppo strutturato, quindi niente riserve, niente affinamenti in legno.
Un vino snello come un nebbiolo che affina in acciaio o una barbera base. I vini del territorio sono sempre la scelta più azzeccata per valorizzare la gastronomia di tradizione.
Tra le preparazioni degne di menzione il Tonno di coniglio. Ottimo come antipasto pasquale e altrettanto ideale da consumare durante il pic nic di Pasquetta. In questo caso facciamo marcia indietro e decidiamo di stappare un bel vino bianco, un arneis o una nascetta, entrambi rispettosi della delicatezza della carne di coniglio.

Gli agnolotti del plin si confermano il primo piatto più gettonato a Pasqua (ottimo con il dolcetto d’Alba) ma potete trovare anche un’alternativa più easy come la torta di spinaci.
Si apre quindi la strada dunque al grande protagonista: l’agnello al forno con patate. Per i più conservatori il Brasato al Barolo che non può che essere accompagnato dallo stesso vino.
Stappate un buon Barolo o un Barbaresco: a Pasqua non si badi a spese!

Tra i dolci tipici piemontesi di Pasqua le ciambelle pasquali piemontesi, morbide ciambelline decorate con zuccherini e ciliege. Abbinamento consigliato? Un fresco calice di Moscato d’Asti.

CI SPOSTIAMO IN LOMBARDIA
Torta pasqualina insalata di nervetti come tradizione vuole. Stiamo sul territorio anche con il vino e quindi scegliamo una bollicina locale. Stappiamo un franciacorta brut per il primo brindisi pasquale.
Stesso calice per una lasagna di verdure e poi passiamo al piatto principale. Se non ne volete sapere di agnello la tavola lombarda vi può regalare un buon arrosto al pepe. Questa volta scegliamo un pinot nero dell’Oltrepò Pavese.
I profumi dell’arrosto saranno gradevolmente spalleggiati dal bouquet del pinot nero. Provare per credere.

Si conclude con i biscotti milanesini a base di burro, zucchero, farina e fecola o la classica colomba Pasquale. Non vi piace il vino dolce per il dessert? Sarete perdonati. Stappatevi un Franciacorta Saten, per concludere il pranzo col sorriso.

SPOSTIAMOCI PIU' A EST E ADDENTRIAMOCI IN FRIULI VENEZIA GIULIA
Il frico vada come antipasto e le uova sode non manchino mai. Alziamo i calici con il primo vino: una ribolla spumante ottima per tenere testa alla grassezza di questi due piatti così semplici ma di “grande carattere”.
Se riportiamo sulla tavola la tradizione gastronomica pasquale della Carnia, ritroviamo i cjarsons. Sapete cosa sono?
Una sottile pasta ripiena di erbe di campo, patate, uvetta e cannella. Si servono con burro fuso e un’abbondante grattugiata di ricotta affumicata. Qui non si può che scegliere un grande vino bianco dal Collio: Provate una malvasia istriana o un Sauvignon per rendere grande l’abbinamento.

L’agnello è presente anche in Friuli e per la precisione una razza istriana che vive tra le terre sassose del Carso. Questo piatto viene tradizionalmente servito con la lattuga da taglio sant’Apollonia, seminata, secondo la tradizione, il 9 febbraio di ogni anno.  Continuate pure con un vino bianco del Collio, non sbaglierete.
Conclude in bellezza il pranzo pasquale friulano la Pinza, un pane dolce tipico della riviera friulana che potete accompagnare al grande passito Picolit.

LA PASQUA IN VENETO
Anche in Veneto, la Pasqua richiama le primizie del campo. Si raccolgono in questo periodo i bruscandoli, germogli del luppolo selvatico o asparagina.
Con i Bruscandoli si prapara un ottimo risotto, primo piatto tipico del giorno di Pasqua. Dalla cucina vicentina ritroviamo il capretto al rosmarino e si conclude con la classica fugassa, un pane dolce, arricchito con burro e uova, cotto in forno a legna.
I vini della pasqua veneta avranno più o meno questa escalation: Il prosecco immancabile compagno del brindisi iniziale, lascia il posto ad un Soave o alla Lugana, che valorizzano il risotto.
Il capretto al rosmarino troverà abbinamento con un Valpolicella Superiore. Chiudiamo il pasto con un calice adatto: un passito da uve autoctone andrà bene per la focaccia e con la classica pasticceria secca veneta.
Da provare con i zaeti!
A presto per un giro gastronomico pasquale negli altri angoli d’Italia.
 

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