PROSECCO BRUT, EXTRA DRY, DRY. FACCIAMO CHIAREZZA

PROSECCO BRUT, EXTRA DRY, DRY. FACCIAMO CHIAREZZA

Facciamo chiarezza nel mondo delle bollicine!

Oggi vi daremo qualche utile consiglio per imparare a distinguere un Prosecco da un altro. Che i Prosecchi non fossero tutti uguali questo si era capito, ma facciamo luce sui termini che destano dubbi nell’acquirente…

Brut, Extra dry, Dry cosa vorranno mai dire?

Intanto sappiate che stiamo parlando di RESIDUO ZUCCHERINO, ovvero di quantità (grammi per litro) di zucchero presente nella bottiglia di Prosecco, elemento assolutamente rilevante per capire se la nostra bottiglia sarà più adatta all’aperitivo, se potrà accompagnarci a tutto pasto o se addirittura potrà esaltare il dessert.
Il Prosecco BRUT è la versione di più secca quindi con residuo zuccherino più basso (meno di 12 gr/l). Lo avvertirete in bocca leggermente più acidulo pur mantenendo sapore pieno e il suo classico profumo delicatamente fruttato. La versione Brut del Prosecco è ideale in abbinamento ad antipasti delicati, risotti e piatti di pasta dai condimenti leggeri. Vi consiglio tuttavia di provarlo con una frittura di pesce dove l’effervescenza e l’acidità del Prosecco hanno una perfetta funzione di pulizia della bocca e tengono testa alla tendenza dolce del piatto…

Prosecco EXTRA DRY è un termine un po’ ingannevole infatti nonostante la sua traduzione letterale (extra secco!!), rappresenta un  Prosecco di maggiore “dolcezza” rispetto al Brut (tra i 12 e i 17 gr/l di zucchero). Il Prosecco EXTRA DRY riscuote più successo come aperitivo perché il suo boccato è più morbido. Se volessimo accompagnarlo a qualche pietanza a tavola sarebbero formaggi freschi o carni bianche. Ottimo anche in abbinamento a crostacei.

Proseguiamo nella scala zuccherina e salendo di dolcezza incontriamo il Prosecco DRY. E’ la tipologia meno diffusa: presenta un residuo zuccherino tra i 17 e i 32 grammi per litro. Questo spumante Dry ha una decisa nota abboccata e nel bicchiere avvertirete più intense le note fruttate… la pesca bianca, la mela verde, gli agrumi. La tipologia Dry si incontra perlopiù nei Cartizze e come va valorizzato? In abbinamento a dolci a pasta secca o addirittura con qualche piatto aromatico della cucina fusion. E’ una bollicina da servire ben fredda per mitigarne la dolcezza.

Non rimane che passarvi il testimone e lasciare a voi la scelta! Ricordate… solo bollicine di stile!

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