FRANCIACORTA O PROSECCO.QUALE BOLLICINA FA PER TE?

FRANCIACORTA O PROSECCO.QUALE BOLLICINA FA PER TE?

Ecco perchè il Franciacorta si distingue dal Prosecco.

Famosi e apprezzati in tutto il mondo, i vini Franciacorta rimangono i compagni ideali di brindisi importanti e momenti da ricordare. Ma sappiamo veramente cos’è il Franciacorta? E qual è il valore aggiunto che lo distingue da uno spumante come il Prosecco? Andiamo più a fondo e chiariamoci le idee…
Franciacorta è una tipologia di vino spumante prodotta esclusivamente nella provincia di Brescia. Prende il nome dall’omonima zona, la Franciacorta appunto.

Le uve utilizzate per il Franciacorta sono principalmente lo Chardonnay e il Pinot nero, ma è permesso l’utilizzo del Pinot Bianco fino ad un massimo del 50%.
Ma l’aspetto che più lo distingue da un Prosecco è la spumantizzazione. Di effervescenza sempre si tratta ma fate caso a come il Franciacorta si distingua per finezza. Vi spiego perché.
I vini spumanti partono da semplici vini base che vengono fatti RIFERMENTARE, avete capito bene… i vini spumanti fermentano due volte: la fermentazione alcolica classica del vino base e la successiva fermentazione che produce le tanto amate bollicine.
Il Franciacorta utilizza come metodo di spumantizzazione il cosiddetto Metodo Classico, lo stesso che viene utilizzato per le grandi bollicine trentine o lo Champagne. Lieviti e zuccheri vengono direttamente introdotti nella bottiglia dove per minimo 18 mesi rimarranno in contatto con il vino. E’ proprio all’interno delle bottiglie che avviene la seconda fermentazione, tecnicamente la “presa di spuma”, momento in cui il vino comincia ad aumentare in alcol e produrre effervescenza. In questi mesi i lieviti lavoreranno cedendo al vino tutti i sentori che a loro appartengono: la crosta di pane, il pan brioches, la nocciola, la vaniglia…

Nel frattempo la mano dell’uomo è fondamentale: è necessario il “remuage” (scuotimento e inclinazione) delle bottiglie, una volta manuale oggi per lo più meccanico, affinché i lieviti cedano i loro sentori a tutta la massa del vino racchiuso nella bottiglia. Una volta portata la bottiglia in posizione verticale con il tappo all’ingiù si procede alla “sboccatura” per rimuovere i lieviti esausti e infine il “dosaggio” ovvero un rabbocco del vino con il “liqueur d’expedition” che ne determinerà il grado zuccherino.
Potrete imbattervi in diverse tipologia di Franciacorta oltre il base: Satèn, Rosè, Millesimato e Riserva dai diversi residui zuccherini. Dal più secco “pas dosè” per trovare poi l’extra brut, il brut, l’extra dry, il dry e infine il demi sec, che sfiora la dolcezza.
Insomma tanta attesa e molto impegno per arrivare finalmente al momento della tappatura del nostro Franciacorta con tappo in sughero e gabbietta. Lo caratterizzano sentori complessi, perlage fine, persistenze e grande struttura in bocca date dal lungo affinamento.

E il Prosecco DOCG invece?

E’ un vino totalmente differente per vitigno, zona di produzione e metodo di spumantizzazione.
Il Prosecco è prodotto con uve Glera nella zona di ConeglianoValdobbiadene e Colli Asolani.

La presa di spuma avviene in autoclavi, grandi vasche in acciaio inox dove viene contenuto tutto il vino. Qui vengono aggiunti lieviti e zuccheri e in circa 40 giorni il vino rifermenta e sarà presto pronto per la commercializzazione. Si chiama Metodo Charmat Metodo Martinotti e viene usato per i vini di cui si devono esaltare aromi freschi e fruttati (non a caso per il Moscato D’Asti o il Fior d’arancio si usa la questa tecnica).

Insomma il mondo delle bollicine è complesso e affascinante, ma da appassionato winelover quale sei non puoi perderti queste importanti sfumature enologiche.
Per te abbiamo scelto un produttore di Franciacorta rappresentativo del territorio e notevole per qualità: Marzaghe, dal cuore di questa terra.

Spero che questo articolo possa esserti d’aiuto… ed ora brindiamo!

La presa di spuma avviene in autoclavi, grandi vasche in acciaio inox dove viene contenuto tutto il vino. Qui vengono aggiunti lieviti e zuccheri e in circa 40 giorni il vino rifermenta e sarà presto pronto per la commercializzazione. Si chiama Metodo Charmat Metodo Martinotti e viene usato per i vini di cui si devono esaltare aromi freschi e fruttati (non a caso per il Moscato D’Asti o il Fior d’arancio si usa la questa tecnica).

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